Ogni previsione meteo porta con sé un valore di pressione, e quasi nessuna ci spende una parola. Il numero accanto, l’indice UV, ha un colore, una scala e un consiglio, perché l’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato una scala e i siti l’hanno applicata.
Per la pressione non l’ha fatto nessuno. La cosa più vicina è un glossario che il Met Office tiene per i bollettini per il mare e che classifica quanto in fretta si muove il barometro; questo sito ne prende in prestito le parole. Ma non esiste nessuna scala internazionale: nessun indice, nessuna fascia di colore che voglia dire la stessa cosa dappertutto. Dove un sito meteo la pressione la classifica, la scala è una sua invenzione. Così il numero resta senza spiegazione in una tabella, mentre parecchi lo cercano apposta: chi ha un barometro appeso al muro vuole sapere se è tarato bene, e più persone di quante ci aspettassimo lo tengono d’occhio perché dicono di sentire arrivare un cambiamento.
Così abbiamo costruito un sito per quel solo numero. Ecco che cosa abbiamo imparato.
La direzione conta più del numero
Chiedi quanto vale la pressione e ti danno 1004 hPa, che da solo dice poco. Chiedi dove sta andando e impari qualcosa: nove ettopascal in meno di ieri vuol dire che sta arrivando una perturbazione, probabilmente con vento e pioggia. Sei in più, con la pressione che si sta stabilizzando, vuol dire il contrario.
Quasi nessun sito parte da lì; il nostro sì. Ogni pagina di città dice in una frase la direzione e l’entità della variazione, e il grafico va una settimana indietro oltre che una settimana avanti, perché molti lettori stanno cercando di capire una giornata che è già passata.
I tropici hanno quasi mandato all’aria l’impianto del sito
Volevamo un elenco delle città dove la pressione si muoveva più in fretta. La meteorologia ha una misura standard per questo, la tendenza barometrica su tre ore, quindi l’abbiamo usata, e l’elenco si è riempito di città vicine all’equatore con il tempo del tutto tranquillo.
Il motivo è un’oscillazione quotidiana. Il sole scalda l’aria con un battito regolare, e la pressione si gonfia e si sgonfia due volte al giorno in risposta, con i massimi verso le dieci del mattino e le dieci di sera. Vicino all’equatore quell’oscillazione va da due a quattro ettopascal, ogni giorno, senza nessun fenomeno dietro. Più a nord è più piccola, ma c’è ancora.
Nell’agosto del 2026 l’abbiamo misurata città per città, su quindici giorni di dati nostri. Per ogni città abbiamo preso ogni variazione su tre ore e verificato quanto bene si potesse prevedere dalla sola ora locale. Quel punteggio di previsione è l’ultima colonna: 96% vuol dire che l’orologio spiega quasi del tutto una variazione su tre ore, 14% che aiuta a malapena.
| Città | Latitudine | Solo l’orologio |
|---|---|---|
| Nairobi, Giacarta, Bogotá | da 1 a 6 | 96% |
| Singapore | 1 | 95% |
| Mumbai | 19 | 91% |
| Manila | 15 | 89% |
| Tokyo | 36 | 45% |
| New York | 41 | 43% |
| Londra | 52 | 40% |
| Berlino | 53 | 16% |
| Mosca | 56 | 14% |
Perfino Londra è per il 40 per cento orologio, quindi la misura standard stava in parte ordinando le città in base a che ora fosse lì. Sulle 24 ore l’oscillazione quotidiana si annulla ovunque sulla Terra. È per questo che il valore principale qui è la variazione dalla stessa ora di ieri, ed è per questo che una cifra da Giacarta vuol dire la stessa cosa di una da Varsavia. Le pagine delle città tropicali spiegano anche quella forma, perché un grafico che sale e scende due volte al giorno sembra un guaio finché non si sa che cos’è.
Città del Messico segna 786, ed è normale
La pressione cala man mano che si sale, di circa un ettopascal ogni otto o nove metri vicino al suolo, quindi un valore non ridotto racconta soprattutto la quota di una città. I servizi meteo riportano i valori a quelli che si avrebbero al livello del mare; è per questo che 1013 è il numero che tutti riconoscono ed è per questo che due città si possono confrontare.
Per una città in quota la cifra ridotta descrive un’atmosfera che non esiste. A Città del Messico, a 2238 m, il valore per un barometro sul posto risultava di 786,4 hPa nei nostri dati, mentre il valore al livello del mare per la stessa ora era 1019,0. Nessuno dei due è sbagliato, e chi lì confronta un barometro con una previsione potrebbe ragionevolmente concludere che uno dei due è rotto.
Il livello del mare è qui quello mostrato per impostazione predefinita, perché confrontare le città è tutto il senso della riduzione. Ma ogni pagina ha un pulsante per il valore alla quota della città, le città in quota mostrano entrambi senza che serva chiederlo, e ogni pagina dice quale dei due è sullo schermo.
La pressione è il numero che i modelli azzeccano meglio
Ci aspettavamo che l’incertezza della previsione fosse un problema di progetto, quindi l’11 agosto 2026 abbiamo interrogato quattro dei grandi modelli globali, ECMWF, GFS, ICON e il Met Office, sulla stessa città e la stessa ora, Londra. Hanno risposto 1023,1; 1023,4; 1023,6 e 1023,8 hPa. L’intera forbice era di 0,7 hPa. La pressione varia su grandi distanze e senza scatti, ed è proprio quello che i modelli sanno fare meglio.
L’accordo non dura tutta la settimana. Lo stesso confronto nella parte finale del grafico, allargato a un quinto modello, li vedeva distanti fra sei e nove ettopascal al sesto giorno: una depressione diversa, in arrivo con una profondità diversa. Quindi il sito mostra un modello e lo nomina, tratta i primi giorni come la parte solida del grafico e mette il proprio impegno nello spiegare la forma invece che nel mettere le mani avanti su ogni valore.
Da dove viene tutto questo
Ogni cifra qui sopra è stata misurata sui nostri dati. Come funziona questo sito espone il modello, la sua risoluzione, l’oscillazione quotidiana e tutto quello che può non funzionare.
Questo sito riporta la pressione atmosferica e quanto è cambiata. Non dà consigli sulla salute e non prevede come si sentirà nessuno.